EMISSIONI CO2 IN ITALIA: NEL 2021 GAS SERRA IN SALITA DELLO 0,3%

STIMA ISPRA IN BASE AGLI ULTIMI DATI

Nel 2021 per l’Italia è previsto un aumento dei gas serra, con un incremento delle emissioni dello 0,3%. Questo a fronte di una previsione in salita per il Pil dell’1,9%. La stima viene messa a punto dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che – in base ai primi dati disponibili sull’andamento di quest’anno – riferisce come la causa dell’aumento delle emissioni sia la “conseguenza della ripresa delle attività economiche”.

Per l’Ispra – che conferma “il disaccoppiamento tra emissioni e tendenza dell’indice economico” – questo “andamento conferma la necessità di modifiche strutturali, tecnologiche e comportamentali che riducano al minimo le emissioni di gas serra nel medio e lungo periodo”.

Alla previsione si giunge grazie alla riduzione delle emissioni CO2 per la produzione di energia elettrica (meno 1,4%), all’incremento della produzione idroelettrica a fronte di un aumento della domanda di energia e alla riduzione dei consumi energetici nei trasporti (meno 0,9%); con un incremento delle emissioni negli altri settori, tipo l’industria (più 2,7%) e il riscaldamento (più 1,5%).

Secondo l’ultima valutazione (completa) dell’Ispra nel 2019 le emissioni di gas serra sono diminuite del 19% rispetto al 1990 (il 2,4% rispetto al 2018), passando da 519 a 418 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

Una diminuzione delle emissioni che – si spiega – è dovuta sostanzialmente alla crescita delle rinnovabili (idroelettrico ed eolico), all’incremento dell’efficienza energetica e alla riduzione del carbone. Mentre i settori dedicati alla produzione di energia e dei trasporti sono responsabili di “circa la metà delle emissioni nazionali” di gas serra.

Mai così tanta CO2 in atmosfera da 63 anni a questa parte, cioè da quando sono iniziate le rilevazioni. La concentrazione di anidride carbonica registrata dai laboratori del NOAA americano a Mauna Loa, nelle Hawaii, ha segnato il valore più alto della storia moderna. Attualmente danzano nell’aria 419,13 parti per milione (ppm) di biossido di carbonio. Battuto il record precedente, che risaliva esattamente a un anno fa: a fine maggio 2020 il valore si era attestato a 417,9 ppm.

La concentrazione di CO2 in atmosfera è uno degli indicatori più importanti del cambiamento climatico. L’anidride carbonica è un gas climalterante capace di intrappolare calore e contribuire così al riscaldamento globale.

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