SILICE CRISTALLINA RESPIRABILE TRA GLI AGENTI CANCEROGENI O MUTAGENI

DECRETO LEGISLATIVO N.44 DEL 1 GIUGNO 2020

Il 24 giugno 2020 sono entrate in vigore le nuove regole in adeguamento all’Ordinamento comunitario per la protezione dei lavoratori da agenti cancerogeni e mutageni.

Il D.lgs. 44/2020 interviene su tre aspetti: elenco delle sostanze pericolose, valori limite di esposizione, sorveglianza sanitaria.

L’Allegato XLIII del D.Lgs. n. 81/2008 è stato aggiornato e sono stati riportati i valori limite di esposizione professionale di ciascuna sostanza cancerogena.

Valori limite di esposizione professionale

Per quanto riguarda la silice, dal 24 giugno, le imprese edili che effettuano lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da demolizioni, operazioni di taglio dei pavimenti, sabbiatura, levigatura, ecc., sono tenuti a dover modificare il documento di valutazione dei rischi, nel paragrafo dedicato agli agenti cancerogeni, nonché la formazione e l’informazione dei lavoratori e l’adozione di specifiche misure di prevenzione e protezione.

Ai sensi dell’art. 237 comma 1 lettera d) il documento deve essere corredato obbligatoriamente da misurazioni in campo al fine di verificare la conformità dell’esposizione al nuovo valore limite fissato per la silice libera cristallina in 0.1 mg/m3.

Le misurazioni devono essere effettuate in accordo con la norma UNI EN 689:2019 e ripetute con cadenza periodica in funzione dei valori riscontrati o comunque almeno ogni 3 mesi.

Il datore di lavoro dovrà effettuare la valutazione dell’esposizione all’agente, tenendo conto delle lavorazioni, della durata, della frequenza, dei quantitativi, della concentrazione, dovrà mettere in atto le adeguate misure preventive e protettive.

Sorveglianza sanitaria

Il D.Lgs. n. 44/2020 modifica anche l’art. 242 del D.Lgs. n. 81/2020 e prevede che il medico competente fornisca ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, ove ne ricorrano le condizioni, segnali la necessità che la stessa prosegua anche dopo che è cessata l’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per la tutela della salute del lavoratore interessato.

Il medico competente deve anche fornire al lavoratore indicazioni riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari, anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa, sulla base del suo stato di salute e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche.

Per informazioni sulle modalità di aggiornamento della documentazione aziendale di valutazione del rischio contattaci: info@epicentroitalia.com

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