MANUTENZIONE E CONTROLLI SUGLI IMPIANTI TERMICI

ADEMPIMENTI PREVISTI DALLA VIGENTE LEGISLAZIONE A FRONTE DELLE ULTIME MODIFICHE LEGISLATIVE INTRODOTTE DAL D.LGS 48/2020

L’ambito di applicazione della normativa sugli impianti termici in Lombardia, prevede il coinvolgimento selle seguenti tipologie:

  • caldaie superiori a 5 kW alimentate a combustibili fossili (gas naturale, GPL, gasolio, carbone, olio combustibile, altri combustibili fossili solidi, liquidi o gassosi); apparecchi superiori a 5 kW alimentati da biomassa legnosa (es. legna, cippato, pellet, bricchette);
  • pompe di calore e/o collettori solari termici utilizzati per la climatizzazione invernale degli ambienti e/o la produzione di acqua calda sanitaria centralizzata con potenza termica utile complessiva superiore a 12 kW;
  • gruppi frigoriferi utilizzati per la climatizzazione estiva degli ambienti con potenza frigorifera utile complessiva superiore a 12 kW;
  • scambiatori di calore della sottostazione di teleriscaldamento e/o teleraffrescamento;
  • cogeneratori e trigeneratori;
  • scaldacqua al servizio di più utenze o ad uso pubblico.

Sono esclusi dagli obblighi:

  • cucine economiche, termo cucine, caminetti aperti;
  • scaldacqua unifamiliari;
  • gli impianti inseriti in cicli di processo.

Vediamo nel dettaglio quali adempimenti sono previsti.

Secondo la normativa vigente (DPR 74/2013) tutti gli impianti termici sono sottoposti a controlli e manutenzioni periodiche.

A tali fini assume particolare importanza la definizione di “impianto termico” che è connessa a tutta la materia regolamentata dal D.Lgs. 192/05. L’ultima definizione di impianto termico, introdotta dal decreto legislativo 48/2020 che ha modificato il D.lgs. 192/05 (art. 2, comma 1, l-tricies), recita: “impianto termico”: impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate.

La Legge 90/2013 ha aggiornato la definizione di “impianto”, entro cui ora rientrano, oltre alle caldaie tipiche come quelle a metano, a G.P.L. (murali o a basamento che siano) o le pompe di calore, anche tutte le stufe, i caminetti, le termocucine e qualunque sistema fisso in grado di generare calore e/o raffrescamento con una potenza al focolare maggiore di 5kW (o la cui somma sia superiore a 5kW).

Il responsabile dell’impianto termico (cioè l’occupante dell’immobile civile o industriale) o per esso un terzo che ne assume la responsabilità, ai sensi dell’art. 7 del D.lgs. 192/05 e s.m.i. e dell’art. 7 del D.P.R. 74/2013, provvede affinché siano eseguite le operazioni di controllo e di manutenzione secondo le prescrizioni della normativa vigente.

Gli interventi di controllo e manutenzione devono essere eseguiti a regola d’arte, da operatori abilitati a dette operazioni, nel rispetto della normativa vigente. L’art. 7 del D.lgs. 192/2005 e s.m.i. impone all’operatore di redigere e sottoscrivere un rapporto di controllo tecnico con la cadenza prevista dall’allegato del D.P.R. 74/2013. Tali allegati sono stati sostituiti dal DM 10/02/2014 con i rapporti di efficienza energetica, tipo 1, 2, 3 e 4, pubblicati in allegato allo stesso DM, con la seguente cadenza:

Tipologia alimentazione Potenza termica utile nominale Frequenza controllo efficienza energetica
Combustibile liquido o solido (pellet, gasolio) 5 ≤ P ≤ 100 2
P > 100 1
Gas (metano, GPL) 5 ≤ P ≤ 100 4
P > 100 2

Al termine del controllo, il manutentore ha l’obbligo di rilasciare i rapporti sopra descritti e di compilare il libretto di impianto nelle parti pertinenti.

Per ogni sistema edificio/impianto, di norma, va compilato un solo libretto di impianto in modo da stabilire un legame univoco tra edificio e codice di impianto che sarà attribuito dal catasto regionale degli impianti termici.

Oltre alla tempistica indicata nella tabella precedente, il controllo dell’efficienza energetica deve essere effettuato:

  • all’atto della prima messa in servizio dell’impianto a seguito di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come ad esempio la caldaia;
  • nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica;

I climatizzatori, condizionatori o pompe di calore sono equiparati agli impianti di riscaldamento e di conseguenza dovranno essere dotati anche loro del libretto d’impianto. Per questi generatori si procede al controllo di efficienza energetica solo quando la potenza utile, in una delle modalità di utilizzo (climatizzazione invernale/estiva), sia maggiore o uguale a 12 kW.

Inoltre per le apparecchiature di condizionamento e pompe di calore contenenti gas refrigerante HFC è previsto anche il controllo delle eventuali perdite degli stessi: dal 1° gennaio 2017 l’obbligo di verifiche è scattato per le apparecchiature contenenti gas fluorurati a effetto serra in quantità pari o superiori a 5 tonnellate equivalenti di CO₂, 10 tonnellate se ermeticamente sigillate ed etichettate come tali. Le tempistiche sono le seguenti:

Apparecchiature contenenti Frequenza controlli Se presente sistema di rilevamento delle perdite
Quantità equivalente di CO₂ < 50 t 1 volta ogni 12 mesi 1 volta ogni 24 mesi
50 t ≤ Quantità equivalente di CO₂
< 500 t
1 volta ogni 6 mesi 1 volta ogni 12 mesi
≥ 500 t di quantità equivalente di CO₂ 1 volta ogni 3 mesi 1 volta ogni 6 mesi

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